Videoclip
Frè
Da bimbo, durante i lunghi viaggi in macchina che facevo con i miei, ascoltavo musica nelle cuffie (sono degli anni ’90, perciò prima di arrivare all’I-pod sono passato per il Walk-man e il lettore CD con funzione anti-shock, #chenesannoi2000). Chiudendo gli occhi immaginavo scene, personaggi e azioni. A volte, se non mi convinceva il racconto, riascoltavo il pezzo per provarci di nuovo, finché non funzionava – lo faccio ancora oggi. Alle medie ho cominciato a collezionare gli album delle colonne sonore dei miei film preferiti, e a 17 anni ho girato e montato il primo videoclip su commissione per il mio maestro di chitarra, barattandolo per la registrazione del mio primo – e stonatissimo – EP. Durante le riprese, tra l’altro, ho seriamente rischiato di interrompere precocemente la mia carriera venendo investito da un van Volkswagen.
Come vi dicevo, ho suonato un po’ anche io, so cosa vuol dire coltivare un progetto discografico, e so come ci si sente a dover pubblicare qualcosa che, alla fine, dopo tanto lavoro, non ti piace fino in fondo: è frustrante, fa schifo, e dovrebbe essere vietato per legge. Perciò mi piace dialogare e ragionare, prima di ogni collaborazione, sulla linea editoriale e su tutto il percorso degli artisti, così da poterli vestire al meglio e contribuire ad aggiungere – o togliere – i giusti elementi per arrivare più efficacemente al risultato desiderato: prima che al pubblico, deve piacere tanto tanto tanto a chi c’è dentro. È per questo motivo che, spesso, i miei lavori non si soffermano su singoli brani, ma su intere fasi creative degli artisti con cui collaboro.
Credo che, parlando di videoclip musicali, il videomaker debba comportarsi come se fosse l’ultimo musicista a lavorare sul pezzo. Esatto: dopo il clarinetto e i cori. Perciò sono convinto che video (e grafiche) debbano essere personali e riconoscibili, ma sempre e necessariamente a servizio del progetto: un videoclip bello ma non adatto “suona male”, esattamente come un virtuosissimo assolo di chitarra in un pezzo pop (siamo tutti d’accordo, no?).
Mi scoccio di fare sempre la stessa cosa allo stesso modo, e nel corso del tempo ho studiato e sperimentato molti approcci di scrittura, ripresa e editing dei miei lavori, per non annoiarmi, e per poter offrire il massimo delle possibilità alle mie collaborazioni: dalla fiction all’approccio documentaristico, dall’uso di effetti speciali fino ai lyric video e all’animazione.
Il rapporto stretto e continuo tra il mio lavoro e la musica mi ha portato alla regia di “Vulcanici – fatti di lava e sale”, programma di approfondimento musicale ideato dal produttore Daniele Ippolito e in programmazione su Canale 21, di cui ho diretto le ultime tre stagioni. Qui ho potuto conoscere artisti del calibro di Franco Ricciardi, Michele Placido, Nino Buonocore, Enzo Gragnaniello, Peppe Barra, Andrea Sannino e molti altri, ma soprattutto ho conosciuto il mio fidatissimo DOP Carmine Salcino e la make-up artist Anna Corrado, ormai presenze costanti sui miei (spettacolari, devo dirlo) set.
Da quando ho deciso che questo sarebbe stato il mio lavoro, ho realizzato oltre 140 videoclip musicali, e, ovviamente, non vedo l’ora di pensare al prossimo.
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