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Un cortometraggio per “Music for Change”

Un cortometraggio per “Music for Change”

Sono i giorni del Festival di Sanremo 2023 e io mi trovo nella città dei fiori per lavoro e per vedere un po’ che si dice e che si fa quando l’Ariston è la capitale d’Italia. In quei giorni ci sono un sacco di amici, e c’è anche LUK, che l’anno precedente ha vinto la 13esima edizione di Music for Change ed è a Sanremo con gli altri finalisti per visitare il Club Tenco e per suonare un po’. LUK mi aveva parlato di questo concorso come di una strana utopia, una gara di concorrenti che finiscono per aiutarsi gli uni con gli altri, e sinceramente credevo che si trattasse di un’esagerazione. Quando vedo gli ex-concorrenti uscire insieme per le stradine di Sanremo, e scherzare, e condividere gli appartamenti e i pasti, però, devo ricredermi: effettivamente c’è un’aria strana, molto molto bella, e mi piacerebbe, in qualche modo, farne parte.

Passano i mesi, restiamo in contatto, e dopo qualche telefonata e qualche lavoro a distanza, il Presidente Gennaro de Rosa (ma io lo chiamo semplicemente “Presidente“) mi propone di lavorare nello staff della nuova edizione di MFC come videomaker.

Passo, così, 12 giorni a seguire (insieme a Francesca Corbo e Kristel Pisani) le vicissitudini di 10 artisti con i loro 10 brani per il cambiamento, tra risate, qualche lacrima, strofe modificate e ritornelli cestinati. 12 giorni in cui, dalla mattina alla sera, il problema principale da affrontare è la bellezza in qualche sua declinazione: è un po’ fuori dal mondo, lo so, ma una bella, bellissima boccata di ossigeno.

Alla fine del percorso, il Presidente (che non perdo occasione di rispettosamente salutare) mi chiede di realizzare un video per raccontare il mio punto di vista su questa esperienza: ho carta bianca.

Penso che realizzare uno spot su quanto sia forte e bellissimo Music for Change (e lo è) possa essere un’occasione sprecata, un intervento un po’ fuori fuoco, e allora scompongo il problema: mi concentro su quel “Change” del titolo, e sul concetto della possibilità di cambiare il mondo, ma prima ancora noi stessi, e primissima di ogni cosa, sulla mia possibilità di cambiare me.

Nasce così, di fretta, come le cose che mi piacciono di più, “Non.Riesco.A:“, un piccolo film in bianco e nero che è anche un po’ una letterina d’amore a un posto e alle sue persone.

Ve lo lascio qui sotto.